Robert Pattinson su Vanity Fair di questa setimana
Una copertina dedicata a Robert Pattinson – sarete d’accordo – è sempre una gran bella copertina.
E devono averlo pensato anche a Vanity Fair quando, programmata per tempo e in occasione dell’uscita di ‘Remember Me’, hanno deciso di fargli un’intervista. A Londra, quando Robert già aveva le sembianze di Georges Duroy, e un’intervista blindata – come tante di quest’ultimo periodo – di quelle ‘niente foto (scattate al momento), autografi o domande sulla vita privata, altrimenti l’intervista si interrompe’. La giornalista però ha altro da chiedergli e quindi procede … con domande non banali, godendosi fino in fondo il colpo di fortuna di poter avvicinare qualcuno che – lo si capisce – apprezza.
Di tutte le domande e risposte – che leggerete andando in edicola – chissà perché hanno deciso di scegliere quella che parla di brave e cattive ragazze… forse perché la risposta è interessante? Una citazione, sempre in prima pagina, può aiutarvi a farvene un’idea.
“Solo le brave ragazze tengono un diario. Le cattive non hanno tempo” Tallulah Bankhead.
L’articolo non è lunghissimo, le novità stanno nei piccoli dettagli che la giornalista (Silvia Nucini) è riuscita a cogliere e che ci descrive con una prosa davvero bella. Quando si dice ‘saper scrivere…’. Alcune righe, solo per darvi un assaggio, dall’intrigante inizio:
“Se l’umanità si divide tra il partito dei ‘vorrei ma non posso’ e quello dei ‘potrei ma non voglio’, candido Robert Pattinson capolista mondiale della seconda. Ventitré anni, vampiro suo malgrado, icona sexy controvoglia, il ragazzo con la valigia (ne ha tre, veramente, come gli anni che ha vissuto tra un albergo e l’altro) guarda il mondo da un oblò e pensa ‘Boh?!’. Ma poi fa un giro di do sulla chitarra, beve una birra, sgranocchia un Twix e tira avanti…”.
Le foto (di Bruce Weber) si commentano da sé.
Ha capito il soggetto secondo voi o questo è ormai una specie di cliché? Secondo me sì, lo ha capito. Buona lettura.
Fonte: Vanity Fair Italia







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