Garrett Hedlund intervistato su ‘On the Road’ e non solo
L’intervista di ComingSoon.net a Garrett Hedlund è a proposito di ‘Tron: Legacy’ il film della Disney che dovrebbe uscire intorno a Natale e di cui l’attore è uno degli interpreti nel ruolo di Sam Flynn. Figlio del Kevin Flynn (Jeff Bridges) del film originale, Sam si trova, 15 anni dopo la scomparsa del padre, a inseguire degli indizi che lo portano a scoprire un mondo che non avrebbe mai potuto immaginare.
Ma lasciando da parte ‘Tron Legacy’, vi sono anche alcune parti nell’intervista che riguardano ‘On the Road’.
D. Cosa c’è nel tuo futuro? Stai girando ‘On the Road’.
R. Sì. Ho fatto un film country, ‘Country Strong’, con Gwineth Paltrow subito dopo aver finito ‘TRON’. La regista, Shana Feste, mi ha innanzi tutto chiesto se avevo voglia di prepararmi per interpretare quel ruolo. E io ho risposto che certo che sì. Così, da agosto in poi, ho iniziato ad esercitarmi con la chitarra per sei mesi. Abbiamo iniziato le riprese l’11 di gennaio, e sarebbero durate solo due mesi. Trentasei giorni per la precisione. Ma la preparazione non è stato solo quello, per entrare completamente nel personaggio sono ingrassato di 40 libbre fino a pesarne 200 e suonavo la chitarra tutto il giorno. Ho fatto una dieta da maiale all’ingrasso. Andavo allo studio e suonavo dei pezzi di Hank Sr (il più grande artista country di tutti i tempi) o altro, si valutavano i progressi e poi tornavo due settimane dopo e mettevo giù altre canzoni. Alla fine abbiamo scelto le nostre canzoni, una ad una e di nuovo a provarle. Sono andato a Nashville per un mese e mezzo per conoscere bene la città. Ero alloggiato nel ranch di Tim McGraw (altro cantante country) a 40 miglia dalla città, e qui, seduto vicino al fuoco, provavo le canzoni. Ero molto fiero di quello che facevo. Una storia triste però.
Ora siamo a metà strada nella lavorazione di ‘On the Road’ con la regia di Walter Salles. Essere in questo film è per me un fatto molto speciale perché quando ho letto il libro per la prima volta avevo 16/17 anni, ho cercato notizie online e visto che lo avrebbe prodotto o diretto Francis Ford Coppola. Ho pensato “Grande. Non avrò mai delle chances con questo film”. E ora sto recitando Dean Moriarty e non potrei essere più felice. Ma sto dietro a questo film dal settembre 2007. E ho pensato che se no l’avessi ottenuto una parte di me sarebbe definitivamente morta. Proprio perché ero così interessato a entrare nel progetto e poi perché sono convinto che Walter Salles sia l’unico in grado di farlo bene. E poi sono anche felicissimo che abbiano scelto questi attori.
Questa seconda domanda è stata fatta da Collider.com in un’altra intervista:
D. Com’è stato passare da un grosso film come ‘Tron: Legacy’ a un personaggio più ridimensionato come quello di ‘On the Road’.
R. Sul set di ‘TRON’ la troupe era composta da molte persone e da molti altri che si occupavano degli effetti speciali e che sapevano esattamente che cosa fare in qualunque situazione. E si è sempre su un set. L’esperienza di ‘On the Road’ è esattamente l’opposto. E’ come se tutto fosse un po’ improvvisato. A volte, ci sono solo due persone della troupe intorno a noi e la situazione è davvero tranquilla. Quello che dobbiamo sapere è tutto sul copione. Il mondo della Beat Generation è molto diverso da quello tecnologico.
Qui ripete un po’ di cose dette nella precedente intervista, la lettura a 17 anni, la ricerca online, Francis Ford Coppola, la convinzione che non sarebbe mai successo a lui ecc …
Ora, 8 anni dopo sono su quel set. Ogni giorno, io e Sam Riley ci guardiamo e ci diciamo “C—o stiamo girando ‘On the Road’.
E poi il personaggio è talmente geniale e selvaggio, maniaco e estroverso. Kerouac è stato il cow-boy che ha ispirato tutta la Beat Generation, e illuminato quelle menti che non sapevano esattamente che cosa stavano facendo, qualcosa che non avevano certamente previsto. Penso che questo sia anche un po’ quello che fa ‘Tron’ nel mondo tecnologico. Quello che è stato fatto nel primo film, qui va più avanti. Chiunque si trovi tra il pubblico e aspiri a fare cose come queste, effetti speciali o computer, sarà stimolato dal film a darsi da fare per raggiungere lo scopo. Uno scopo che sarà poi a sua volta di ispirazione alla generazione successiva di inventori.
Che carino con la barbetta country.
Fonte: comingsoon, collider.com








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