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Rachelle Lefèvre dichiara il suo amore per Montreal

Scritto da – 27 febbraio 2011 – 09:303 commenti

In un film recente, American Life, del regista Sam Mendes, una coppia in procinto di avere una bambina, saputo che i nonni paterni, quelli che avrebbero dovuto aiutarli, sarebbero andati a vivere in Belgio decidono di cercare un posto in cui trasferirsi… possibilmente il posto ideale. Iniziano così un lungo  viaggio  che li porterà a visitare i parenti e gli amici più cari alla ricerca di qualcosa che li convinca che quello è il posto giusto per fermarsi. Da Phoenix a Tucson, da Madison a Montreal

Ma ecco… Montreal, che in questo film appare in tutta la sua bellezza di città ‘europea’ tanto che vorreste andarci subito, la città dov’è nata Rachelle Lefévre e di cui lei continua a dire un gran bene.

Intervistata dalla Montreal Gazette durante il tour promozionale di ‘La versione di Barney’ in cui anche questa città fa da sfondo, l’attrice diceva “ Quello che mi piace di Montreal sono le scalinate – che non vedrete da nessun’altra parte – e in generale la cultura francese, St. Urban e St. Denis”.

Di recente, in occasione del suo primo blog post, ha deciso di elaborare meglio questo suo sentimento. Il blog si chiama ‘Ici et here’ e il post ‘Montréal Je t’aime’ .

“Essendo cresciuta a Montreal sono sempre stata affezionata alla nostra ‘rivalità’ nei confronti di Toronto, che c’è, al punto che quando le persone mi chiedono se vengo da Toronto (la città che tutti credono essere la capitale) praticamente mi strozzo quando rispondo ‘No. MONTREAL’. Bene, un paio di mesi fa qualcuno ha avuto l’audacia di chiedermi come mai la cosa mi faceva tanto arrabbiare, ‘Davvero c’è così tanta differenza?’.

‘E’ solo che…?’… Ma sinceramente, che cosa avrei dovuto rispondere?

La risposta completa non mi è stata chiara fino a Natale quando sono andata a passare dodici meravigliosi giorni a Parigi con degli amici. Sono arrivata al mio albergo alle 9 di sera e ho chiesto al portiere dove potevo comprare delle sigarette (sono orgogliosa di poter dire che non ho ancora smesso). E questo ha prodotto un affascinante scambio tra il portiere e il fattorino, tutti e due a lamentarsi del fatto che i negozi a Parigi chiudevano presto e che ogni negozio aveva la sua specialità e che se volevo comprare delle sigarette avrei dovuto cercare un ‘Tabac’ aperto, alla lettera negozio di sigarette. Nessun minimarket aperto 24 ore dietro l’angolo. E hanno continuato a brontolare per finire con il fattorino che diceva che chi avesse voluto del latte a quell’ora avrebbe dovuto possedere una mucca.

Ripensando più tardi a questo scambio irritato (ma affascinante) mi sono accorta di quanto, da non parigina, io ami i negozi specializzati, adori la mancanza di supermercati e vada in delirio di fronte alle merci attentamente selezionate di questi negozi. Ma davvero questi due signori si stavano lamentando di qualcosa di così poco romantico come la comodità se paragonata alla gloriosa superiorità dei prodotti esposti in questi negozi specializzati???

Uno dei motivi per cui ho scelto Parigi per le mie vacanze in Europa è perché la sento così simile a Montreal, così familiare. Mentre ho sempre trovato deprimente la divisione politica francese/inglese della nostra città, non ho mai smesso di essere grata del fatto di essere cresciuta in una città così meravigliosamente francese, così piena di gioia di vivere, con il gusto del cibo e del vino e della cultura, così espressiva e romantica. Ed è con una profonda tristezza che scrivo queste cose ora che ne ho già sentito, negli ultimi anni, la mancanza.

Ho lasciato Montreal 6 anni fa per vivere a Los Angeles e continuare la mia carriera di attrice, tornandovi due volte all’anno per visitare parenti e amici. E ogni volta riconosco un po’ meno la città in cui sono cresciuta. Chiuso il negozi di libri di mamma e papà in cui ero solita passare delle ore, il caffè in cui aspettavo felice per alcuni minuti il mio caffè e latte o dove incredibilmente riuscivo a fermarmi per berlo in santa pace. Né c’è più il negozio di formaggi che vendeva solo formaggi e dove me ne facevano assaggiare quindici prima che ne comprassi due. E ogni volta che vi torno scopro che qualcun altro di questi negozi particolari se n’è andato, sostituito da quei mastodontici ipermercati dove ora andiamo a rifornirci di tutto, in un solo posto. Grandi ‘comodi’ negozi, che hanno tutto, ma senza essere specializzati in niente. Non riesco a credere di dire questo ma è così: stiamo sempre più somigliando a Toronto.

Mi rendo conto di quanto sia ipocrita da parte mia, che me ne sono andata, chiedere a chi è rimasto a Montreal di non cambiare il modo di vivere per preservare la mia ‘Montreal’, la città che mi ricorda Parigi… visto che neppure io lo sto facendo.

Quello che sto facendo, spero,  è di offrire un ricordo che possa convincere le persone a cambiare. In modo che i nostri deliziosi negozi specializzati non scompaiano – quelli di cibo o altro – ma perché succeda dobbiamo essere disposti a fermarci due volte in più, a spendere due dollari in più, ad aspettare due minuti in più. Quello che potrà tornarci in cambio, penso, sarà maggiore della scomodità che dovremo affrontare. Correre meno per apprezzare di più.

Mentre ero a Parigi ho comprato la mia baguette dal fornaio, il mio paté e la carne in macelleria, il mio vino in una vineria, il mio caffè al Caffè Charlotte (dove si, mi sedevo a berlo per 10 benedetti minuti) e comprato dei vestiti in una piccola, graziosa boutique dove la musica era perfettamente adatta al tono dell’ambiente. Per un momento ho pensato di essere a Montreal.”

Voglia di andare a Montreal?

Fonte: examiner, icithere

Rebecca49 (ha scritto 1891 articoli su Twilight Italia)
autore Rebecca49, attivissima redattrice di News, è appassionata di cinema, di letteratura e delle arti in generale. Grazie alla sua conoscenza dell'inglese, francese e spagnolo, trova sempre articoli interessanti da ogni parte del web.
  • Anonimo

    Si ora mi è presa voglia di andare a Montreal anche a me! xD

  • Anonimo

    In effetti dev’essere una città favolosamente stupenda! *___*
    Non so,ma vedendo quella foto di Rachelle mi sono ricordata quanto è bella.Li vorrei io quegli stupendi boccoli rossi e gli occhi azzurri come il ghiaccio ^_^

  • Anonimo

    Rachelle dovresti venire anche in Italia dove questi negozietti esistono sempre …
    Cmq mi hai fatto venire voglia di andare a Montreal …. ^_^