La crisi si fa sentire anche al Festival di Cannes
“Da vent’anni seguo il festival di Cannes, ma non mi era mai capitato di sentire che gli addetti ai lavori dovessero scegliere, come su un ménu à la carte e a prezzi salati, le diverse opzioni per un’intervista alle celebrità”.
A scrivere questo è un giornalista di MACLEANS.CA, Brian D.Johnson, esperto di cinema, danza, teatro e performance varie, colpito da quanto hanno dichiarato alcuni pubblicisti canadesi, interessati a seguire nel corso del Festival le sorti di due film che saranno presto distribuiti nel loro paese: On the Road e Killing Them Softly. Già lo scorso anno c’erano state delle lamentele sull’impossibilità di trovare posti alle conferenze stampa, ma questa è la prima volta che ci si è trovata fra le mani una lista dei prezzi.
E ‘le spese di partecipazione’ ad un’intervista non esclusiva per i due film citati vanno dai 750 euro (975 $) per ‘On the Road’ con la presenza garantita di Kristen Stewart, ai 3000 euro (3900 $) per una video intervista con Brad Pitt.
Carmite Cohen, vice-presidente di Alliance Films Inc, la società e addetta alla promozione e alla distribuzione dei due film in Canada, interpellata dagli stessi giornalisti canadesi, ha deciso di non contribuire ai costi della promozione da Cannes, ma di riservare il proprio sostegno alla promozione in patria (fra l’altro molti dei film che hanno un’anteprima a Cannes finiscono per partecipare al successivo Festival di Toronto).
“Wow, 3000 euro per un’intervista sono tanti. Preferisco però venire in aiuto ai nostri giornalisti qui in Canada, piuttosto che lasciare 20.000 $ a Cannes” ha detto.
Ovvio che in molti non parteciperanno.
Sembra automatico che là dove ancora ci sono soldi e finanziamenti, in tempi di crisi i costi debbano aumentare. Ma non dovrebbe essere il contrario?
Fonte: ww2macleans








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