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Le principesse di oggi non pensano (solo) al Principe Azzurro

Scritto da – 24 giugno 2012 – 15:00Nessun commento

Per le moderne principesse, essere carine e sposare un principe non è abbastanza.

Prendiamo ad esempio ‘Mirror, Mirror’, dove Biancaneve salva il principe da un incantesimo maligno, o ‘Snow White and the Huntsman’ dove lei (attenzione SPOILER!) diventa il cacciatore che vendica il padre, non sposa nessuno dei  suoi corteggiatori e con una certa sicurezza gestisce da sola il suo regno.

Potremmo poi continuare con la sindrome di Cenerentola nell’ultimo film della Pixar ‘Brave’, dove la Principessa Merita chiede con forza di poter decidere il proprio futuro.

Queste nuove principesse del grande schermo non solo riflettono l’indipendenza – e l’atletismo – delle ragazze di oggi, ma anche la crescente volontà dei produttori di Hollywood di raccontare le loro storie. Il successo di ‘Bridesmaids’ o di ‘The Girl with the Dragon Tattoo’, e di ‘The Hunger Games’, dimostra che gli spettatori apprezzano gli eroi e le eroine, e con loro una revisione in chiave moderna delle fiabe e dei racconti di un tempo.

“E’ tempo per un nuovo paradigma” ha detto Katherine Sarafian, la produttrice di ‘Brave’. “E stiamo approfittando dell’opportunità di far vivere dei personaggi in cui le ragazze di oggi, o anche un pubblico più vasto, possano riconoscersi facilmente”.

Se negli anni ’80, quella che era chiamata la sindrome (o il complesso) di Cenerentola – che era poi quella di trovare un principe e di sposarlo – andava per la maggiore, e tutte cercavano qualcuno che potesse per cambiare le loro vite, un porto per il loro profondo desiderio di dipendenza, oggi non è più così.

“Essere carine e mettersi lì ad aspettare non è abbastanza per le ragazze del 21esimo secolo” ha detto Karen Sternheimer, una professoressa da sociologia dell’Università della California del Sud. “Un’eroina pronta ad affrontare una sfida rappresenta bene il mito dell’individualismo. Quello che c’è di nuovo è il significato di farcela. Se un tempo si trattava di farcela con la bellezza e il matrimonio, ora non è più così, oggi le ragazze accettano le sfide che un tempo erano appannaggio degli uomini”.

Nello sviluppare il personaggio della Principessa Merita di ‘Brave’, gli scrittori e gli attori hanno pensato più al personaggio che al genere femminile, ha detto Sarafian. Hanno preso in considerazione più le sue motivazioni, la sua frustrazione e ciò che faceva di lei una ragazza coraggiosa.

“Se pensi a lei come a una ragazza, è facile che venga intrappolata nei soliti ruoli…se al contrario metti da parte il genere, il fatto che sia una principessa e che si tratti di una favola, ti puoi concentrare sul personaggio”.

Merita, a cui ha prestato la voce Kelly Macdonald, è una ragazza determinata del 12esimo secolo, vive in Scozia, ha una bella testa di capelli rossi e un temperamento coraggioso. Nonostante la madre stia cercando di prepararla amorosamente al suo futuro ruolo di principessa, lei è più interessata a imparare l’uso della spada, dell’arco e a cavalcare nella foresta. Il che ovviamente la proietta verso un futuro molto diverso da quello pensato per lei dalla famiglia.

“La storia non si concentra tanto sui fatti che accadono…quanto sul capovolgimento delle cose…sul fatto ad esempio che sia lei a prendere in mano il suo destino…”.

E tutto questo indossando una solo vestito :) (vi ricorda qualcuno?)

Rupert Sanders, il regista di SWATH ha raccontato che l’eroico viaggio della sua principessa (interpretata da Kristen Stewart) ha fatto di lei il versante femminile di Luke Skywalker (il personaggio di ‘Guerre Stellari’).

Le principesse desiderano decidere della loro vita e sposarsi è un fatto che può anche succedere prima o poi, ma non necessariamente il più importante. Andare al college e trovare un lavoro prima di sposarsi è un’esperienza che le ragazze di oggi capiscono molto bene.

“La mia speranza” ha detto la produttrice di ‘Brave’ “è che non si tratti solo di un momento passeggero quanto di una nuova duratura fase perché questa è la realtà delle cose. Non qualcosa di eccezionale ma di naturale come il fatto che respiriamo, o che le donne votino, o che i ragazzi e le ragazze vadano al cinema per vedere delle belle storie, indipendentemente dal genere dei loro protagonisti o protagoniste”.

Che ne pensate?

Fonte: news.yahoo

Rebecca49 (ha scritto 2221 articoli su Twilight Italia)
autore Rebecca49, attivissima redattrice di News, è appassionata di cinema, di letteratura e delle arti in generale. Grazie alla sua conoscenza dell'inglese, francese e spagnolo, trova sempre articoli interessanti da ogni parte del web.