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Intervista di Moviefone a Robert Pattinson e David Cronenberg

Scritto da – 17 agosto 2012 – 20:00Nessun commento

Questa è una delle tante interviste fatte al regista (David Cronenberg) e al protagonista (Robert Pattinson) di ‘Cosmopolis’ in occasione della presentazione del film a NY e in particolare della visita al New York Stock Exchange.

Non tutte le conferenze stampa hanno orde di paparazzi in attesa e due file di security all’esterno del palazzo, ma è anche vero che non tutte le conferenze stampa sono precedute da uno scandalo da tabloid. Sfortunatamente questo è stato il caso di Robert Pattinson quando si è trovato a promuovere a New York il suo ultimo film, ‘Cosmopolis’. Grazie a Dio però, se non tutti sono in grado di reggere la pressione, lui lo è, e quando mi sono incontrato con lui e il regista David Cronenberg per l’intervista, era molto rilassato e abbiamo potuto discutere del film da ‘adulti’.

D. Visto che si tratta di un film anti-capitalista è strano che siate venuti qui a suonare la campana del New York Stock Exchange (il cuore della Borsa americana).

DC. E’ stata un’esperienza molto più surreale di quanto pensassi. Mi è venuto da pensare che eravamo sulla scena del crimine e che suonare la campana avrebbe avuto un effetto catartico.

RP. Mi piacerebbe sapere a questo punto se qualcuno ha visto il film e cosa ne pensa.

DC. Bene penso, visto che sembrano tutti così eccitati dal film e così gentili nei nostri confronti. E’ come se si trattasse di un altro mondo e non del loro, convinti come sono che tutti sappiano quello che succede. Ma quando sei qui ti si confondo le idee. E’ stato comunque interessante e tutto sommato ironico. E’ stato strano suonare la campagna per aprire la Borsa, presentare ‘Cosmopolis’…e poi ci hanno dato delle piccole medaglie (ride).

D. Rob, parlando al ‘The Daily Show’ hai detto che è praticamente impossibile spiegare ‘Cosmopolis’ alla gente. Sei riuscito a spiegarlo a te stesso?

RP. Durante l’ultima intervista [che ho fatto], ho iniziato a buttare lì delle cose, come se fosse una seduta di psicoterapia. Ma non ricordo esattamente che cosa ho detto.

DC. Ero stupefatto! Non lo avevo mai sentito dire quelle cose.

RP. (Ride) Mi sono reso conto in quel momento che il film parlava di cose che in precedenza avevo negato. Il mio primo pensiero sulla sceneggiatura del film infatti era che fosse divertente, anche se si trattava di una commedia triste. Poi quando l’ho visto mi ha colpito la sua profonda tristezza. E così, durante il tour promozionale, visto che tutti partivano dal fatto che è un film anti-capitalista e insistevano sui suoi significati profondi, ho iniziato anch’io a seguire quella strada…ma non ricordo bene che cosa ho detto. E’ come guardare una roccia…può dirne qualsiasi cosa.

D. E’ un po’ una commedia triste. C’è parecchio umorismo nero. Parliamo ad esempio della scena della prostata. Ovviamente non era autentica, ma…

RP. [Lo hanno fatto] con tre dita!

DC. (ride).

D. [Anche l’intervistatore ride] Rispetto profondamente il suo impegno nel recitare.

RP. Per fare questo film non ho dovuto imparare nulla sugli agenti di Borsa. Non ci ho mai pensato durante le riprese né mi sono informato su ‘Occupy Wall St.’ (il movimento pacifico di protesta contro il capitalismo finanziario). Anche quando stavamo girando la scena in cui c’è una protesta in strada e la macchina è circondata dalla folla che la sucote, anche allora non ho mai pensato che il film avesse a che fare con il capitalismo.

DC. Diciamo che Rob ha interpretato il personaggio nel modo in cui il personaggio si pensa. Il personaggio pensa, l’attore pensa. Vive la sua vita, facendo le cose che fa. E’ il modo in cui la maggior parte delle persone vive la propria vita: non si pensano come se fossero il personaggio di una storia.

D. Quindi Eric se ne frega di quello che il movimento di ‘Occupy Wall St’ sta facendo là fuori in quel momento.

DC. Sì, è così. Infatti a un certo punto dice ‘Due ore fa, un movimento internazionale…Ora? Dimenticato’.

RP. Una delle scene più terribili che abbiamo girato. Il primo tentativo è stato tremendo. C’erano qualcosa come 200 attori che spingevano sul serio la macchina. Ma stando dentro è facile immaginarsi come Eric possa del tutto ignorare la cosa. Durante la sommossa stavamo girando una scena all’interno della limo e se sei in auto blindato, può veramente ignorare la follia e il disordine che ci sono fuori. Per te non fa alcuna differenza…i manifestanti possono anche pensare di fare qualcosa di sconvolgente ma non è così.

DC. Se ora vai al NYSE ci sono dei check point, e non puoi arrivarci con la macchina. Prima del 11 settembre organizzavano anche dei tour, tutti potevano visitare lo Stock Exchange, ora non più. Ma dentro loro ci sono, facendo affari, felici e sorridenti nonostante tutto. Come fa Eric nella sua limo.

D. A parte la critica anti-capitalistica, quello che mi ha colpito in ‘Cosmopolis’ è la bravura di Paul Giamatti.

RP. Ero terrorizzato per ogni singola scena visto che avrei dovuto recitare con tutti per circa tre giorni, quella con Paul sarebbe stata l’ultima. Ho vissuto quindi in uno stato di nervosismo perenne fino alla terribile scena con lui. Per fortuna anche lui era terrorizzato J Non avevo idea di quello che sarebbe successo ma alla fine è stato divertente…non mi era mai capitato di guardare un attore come se stessi guardando un film. Era grandioso e non mi sono neppure accorto della macchina da presa. Ho anche dimenticato di dire la mia battuta. Una delle esperienze più belle che mi siano mai capitate. Non gli ho detto nulla sul momento perché sapevo che se mi fossi complimentato troppo su quella scena non sarei riuscito a tornare sul set il giorno dopo. Fantastico

D. Parliamo della scena in cui ti tagli i capelli e lasci il taglio a metà. Per il resto del film hai uno strano taglio di capelli. Per quanto tempo te li sei dovuti tenere così?

RP. Avrei voluto tenerli così per degli anni, mi piacevano troppo. La cosa tremenda era che dovevi tagliarli sul set e chi tagliava era un attore.

DC. Sì, un attore, non un barbiere J

D. Robert, ora che hai recitato con David Cronenberg, riesci a capire meglio i suoi film? Puoi spiegarmi ad esempio di che cosa parla ‘Videodrome’?

RP. E’ divertente che tu mi chieda di ‘Videodrome’ perché ho letto molte recensioni di ‘Cosmopolis’ in cui si dice ‘E’ un ritorno alla forma, come ‘eXistenZ’, mentre per me è più vicino a ‘Videodrome’ che, secondo me, ha un approccio più mistico, descrive un sogno, una visione, mentre ‘eXistenZ’ è più realistico. Non che i sogni degli altri interessino la maggior parte delle persone, ma a volte se conosci una persona, anche il suo sogno può essere interessanti. A me i sogni degli altri interessano, anche se non li conosco. Mi piace anche leggere i loro diari (ride).

Ma a proposito di David, dei suoi film, non so se l’ho capito fino in fondo. Sono un maestro nel capire le cose al rovescio, anche se sono ovvie, soprattutto quando le leggo. Mi è capitato alle audizioni di dire una cosa per l’altra J

D. E’ giusto quello che Rob ha detto di ‘Videodrome’ oppure no?

DC. Non ho capito quello che ha detto (ride)

RP. (Ride).

DC. Penso sia abbastanza giusto…

D. E’ stato strano avere tanta attenzione intorno al film? Ti era mai successo prima?

DC. Sì, mi era già successo. Con Jude Law, che era molto al top in quel momento. Non che avesse un successo come quello degli attori di Twilight ma aveva molti fan. Lo stesso mi è successo con Viggo (Mortensen) dopo il successo de ‘Il signore degli anelli’. Ma la cosa più importante è che ti finanzino il film, sono un tipo pragmatico. E per ottenere finanziamenti ti serve un attore che abbia un certo potere contrattuale. E più soldi ti servono per fare un film più l’attore deve essere importante. Il resto è irrilevante. Non mi chiedo se i fan di Aragorn avranno voglia di vedere ‘A History of Violence’…perché Aragorn è Viggo e se tu sei un fan di Viggo, lo andrai a vedere. Ma non è stato lo stesso in questo caso. Eric non è Edward Cullen e quindi se è lui che ti interessa questo non è il tuo film. Se invece è Rob a interessarti, lo andrai a vedere. E questo è tutto. Perché quando sei sul set e stai facendo un film, sei come in una bolla, sei nella limo e ti piace. Non ti preoccupi di quello che c’è intorno, solo della troupe, degli attori. Stiamo facendo un film ed è un momento bellissimo.

Fonte: robpattinson.blogspot

Rebecca49 (ha scritto 2219 articoli su Twilight Italia)
autore Rebecca49, attivissima redattrice di News, è appassionata di cinema, di letteratura e delle arti in generale. Grazie alla sua conoscenza dell'inglese, francese e spagnolo, trova sempre articoli interessanti da ogni parte del web.