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Intervista a Luca Fusari

stephanie-meyer-covers_lIl Team di Twilighitalia.com ha intervistato in esclusiva Luca Fusari, il traduttore della Saga di Twilight.
Cogliamo immediatamente l’occasione per ringraziare infinitamente Luca per la sua disponibilità e simpatia.

Ecco a voi l’intervista. BUONA LETTURA!

(Twilight Italia:) Come ha iniziato a svolgere il mestiere di Traduttore? Da quanti anni lo svolge?

(Luca Fusari) “Lavoro come traduttore dal 2003, prima a mezzo servizio, ora a tempo pieno. Ho iniziato quasi per caso, mandando curricula a destra e a manca dopo una generica laurea in lingue. Mi vennero commissionate prima un paio di revisioni, poi la traduzione di un racconto, poi l’occasione di tradurre un romanzo intero e… eccomi qui.”

(TWITA): Quando inizia una nuova traduzione, qual’è il momento del Suo lavoro che preferisce e quello che invece La induce a faticare di più?

(LF): “Il momento più bello è sicuramente la fine della prima stesura della traduzione, quando senti di avere tutto il libro “fra le mani”, anche se non è ancora la versione definitiva. Psicologicamente è il passo più difficile e gratificante. Il momento più arduo per me è l’inizio, solitamente impiego qualche capitolo per ingranare e immergermi davvero nel libro che sto traducendo.”

(TWITA): Qual’è il libro che ha tradotto e che ha amato di più fino ad oggi, intendiamo nell’arco di tutta la Sua carriera? E tra i 4 libri della Saga quale ha preferito?

(LF): “Due libri su tutti: “London Orbital”, di Iain Sinclair, perché è un autore che amo moltissimo e desideravo tradurre da una vita, e “Krautrocksampler” di Julian Cope, altro autore e musicista che adoro. Fra i quattro libri della saga il mio preferito è sicuramente “Twilight”, un po’ perché è il primo e quando ho iniziato a tradurlo si trattava di un genere e di un mondo nuovo per me, un po’ perché è da lì che la saga inizia.”

(TWITA): Qual’è stata la prima impressione dopo aver letto Twilight?

(LF): “Mi è piaciuto, pur non trattandosi del mio genere, come dicevo. La trama funziona bene, il ritmo è sostenuto, e c’è anche una certa concisione che nei volumi successivi un po’ si perde.”

(TWITA): Quando occorre tradurre un’opera, è la casa editrice ad imporre i tempi entro cui il lavoro deve esser svolto? Quanto tempo Le ha richiesto la traduzione di Twilight?

(LF): “Sì, è l’editore che ha l’ultima parola in fatto di consegne. Per tradurre “Twilight” penso di avere impiegato non più di tre-quattro mesi, che per un volume del genere è più o meno lo standard.”

(TWITA): A quale dei personaggi della Saga si è legato maggiormente?

(LF): “Posso rispondere “tutti”? Il mio preferito è Jacob, perché almeno fino a metà “Breaking Dawn” è quello più umano, secondo me.”

(TWITA): Breaking Dawn ha costituito un po’ la pietra dello scandalo per molti Twilighters: condivide la delusione dei fan per il finale “buonista” della Saga?

(LF): “Un po’ sì, ma più che il finale, di “Breaking Dawn” non ho apprezzato tanto tutta la fase dello “scontro finale” tra vampiri, un po’ troppo forzatamente fantasy per i miei gusti, con i superpoteri e gli eserciti eccetera.”

(TWITA): Tenendo conto di tutta la storia di *Twilight *nella sua interezza, c’è qualcosa che ha tradotto che avrebbe voluto andasse in modo diverso?

(LF): “In quanto traduttore no, devo sempre e comunque assecondare trame, personaggi e scelte degli autori, è il mio mestiere. In quanto lettore forse sì, ma sfido chiunque a non trovare qualcosa che avrebbe potuto andare diversamente, per i suoi gusti.”

(TWITA): Nei libri della Saga, la Meyer ha citato diversi grandi classici della letteratura mondiale, da Romeo e Giulietta di Shakespeare, ai romanzi di Jane Austen fino a Cime Tempestose. Lei pensa che il fatto di aver accomunato queste storie senza tempo ai personaggi di Twilight possa spingere i ragazzi ad andare in libreria e riscoprire queste opere?

(LF): “Davvero non so, ma un po’ ci spero.”

(TWITA): Ha avuto occasione di vedere il film di Twilight?
Come giudica i tre attori che sono stati scelti per interpretare Bella ed Edward e Jacob?

(LF): “Per me, perfetti, come il resto del film. Non so che impressione potrebbe fare a chi non conosce la saga, ma trovo che per gli aficionados meyeriani sia quasi perfetto.”

(TWITA): Cosa ne pensa del libro “L’Ospite” di Stephenie Meyer?

(LF): “Il giusto tentativo di provare con uno stile e una storia diversi, ma trovo che sia il meno interessante dei volumi di Stephenie.”

(TWITA): Ha mai avuto l’occasione di conoscere personalmente Stephenie Meyer?

(LF): “Ci siamo visti molto di sfuggita in occasione della presentazione di “Eclipse”, nel 2007, ma era circondata da un nugolo di fan che la bramavano, e giustamente da buon traduttore mi sono reso invisibile e mi sono fatto da parte.”

(TWITA): Potendo scegliere tra tutti i libri del mondo e della storia dell’umanità, quale libro avrebbe voluto tradurre?

(LF): “Almeno una decina di classici, ma sono sicuro che non ne sarei stato all’altezza, quindi meglio così.”

(TWITA): Ha in cantiere dei progetti letterari tutti Suoi? E se si, Le piacerebbe lasciare la traduzione per dedicarsi interamente alla scrittura?

(LF): “Assolutamente no: il bello della traduzione è che si può scrivere un sacco, ma liberi dai tormenti dell’autore.”

(TWITA): Domanda scherzosa.. Dati i molteplici vantaggi e poteri che possono avere i Vampiri, se fosse possibile Le piacerebbe trasformarsi in uno di loro? E se si, tra tutti i lati sovrumani, quale Le piacerebbe avere di più?

(LF): “Sono molto goloso di cibo “umano”, non so se rinuncerei ai dolci, ai ravioli o agli gnocchi per cibarmi soltanto di
sangue. Quanto ai superpoteri, mi basterebbe essere un po’ meno sbadato nella vita. Anche se predire il futuro come Alice non sarebbe affatto male, potrei iniziare a giocare in borsa e vedere cosa succede.”