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Volterra e New Moon : il business è iniziato! E-mail
News - Approfondimenti ed altre News
Written by Shire Nonius   
Monday, 09 February 2009 07:04

volterra_1Volterra, undicimila abitanti, sembra perfetta per un George Clooney in cerca di privacy. Un po' meno per una congrega di succhiasangue. Eppure è qui, nell'antica Velathri fondata dagli Etruschi, che la 36enne americana Stephenie Meyer ha ambientato parte della saga horror-fantasy di Twilight, storia d'amore tra l'adolescente Isabella Swan e il vampiro vegetariano (nel senso che beve solo sangue animale) Edward Cullen.


Clima plumbeo, turismo zero, nessun libro della Meyer in vetrina. «Sono tutti esauriti», racconta l'edicolante storica. Il negozio è adiacente al Vicolo Mazzoni, quello dove i Volturi - sorta di famiglia reale dei vampiri composta dagli antichi e potentissimi fratelli Aro, Caius e Marcus - avrebbero il loro quartier generale. «E' il vicolo medioevale più antico del mondo, mio figlio vorrebbe fotografarlo e commercializzare cartoline, ma è tenuto malissimo. Guardi che sporcizia».

In effetti non è un vicolo particolarmente invitante, e un motivo c'è. «Suona inelegante - racconta Paolo Paterni, amministratore delegato del Consorzio Turistico Volterra - ma noi lo chiamavamo Vicolo del Pisciatoio. Anche ora che i bagni non ci sono più, la gente continua a usarlo come gabinetto. E' famoso perché, quando la Meyer è venuta, si è fatta fotografare qui: da allora è "il vicolo dei vampiri". Anche il tombino da cui uscirebbero i Volturi, è solo una fossa biologica».

Forse la Meyer è un'altra scrittrice americana folgorata sulla via dell'Etruria, come la quasi omonima Frances Mayes. «Non esattamente - prosegue Paterni -. La Mayes conosceva Cortona, la Meyer no. E' venuta a Volterra solo una volta, nel maggio del 2007, a presentare il libro in anteprima. La invitammo noi. Fu lì che ci rendemmo conto del potenziale: teatro pieno, migliaia di fans. Da allora è un continuo. Vengono dal Giappone, dal Venezuela. Il target è 13-18 anni, ragazzini con le loro famiglie. Il turismo migliore: quello che spende».

Sì, ma perché proprio Volterra? «Per assonanza. La Meyer cercava un luogo toscano, ha guardato la cartina e trovato Volterra. Un nome quasi identico a Volturi. Non aveva visto nulla, ha immaginato tutto: il vicolo, il Palazzo dei Priori, il centro. Ha sbagliato solo le torri circolari e la fontana: tutti, quando arrivano, ci chiedono dove sia la fontana nella piazza. Semplice: non c'è»

La grande macchina del turismo è partita. C'è già un Tour Vampiro: «Volterra, l'ombra dei Volturi». Trecento euro per tre giorni, sulle tracce di Edward e Bella: «Aperitivo rosso sangue», visita al Museo della Tortura e camminata notturna con «finale mozzafiato». I ristoranti pensano a Menu draculeschi, i bar pregustano happy hour con cocktail sanguinolenti. Qualcuno non ci sta, come lo slowfood Da Badò («Non metteremo mai un piatto vampiresco nel menu»), ma è una minoranza. Ad aprile ci sarà il raduno dei fans (attese diecimila persone), ad agosto la preesistente festa medioevale di Volterra avrà tinte horror. Nel libro la festa è il 15 di un mese imprecisato, per festeggiare san Marco patrono di Volterra, ma in realtà il patrono è San Giusto. C'è già un sito dedicato alla Meyer (www.newmoonvolterra.com).

L'editore Fazi sta pensando a un'edizione speciale del libro, con capitoli inediti, vendibile soltanto a Volterra. E San Marino ha contattato la città per una mostra dedicata ai Licantropi.

Fonte : Lastampa.it

 

Last Updated ( Monday, 09 February 2009 07:13 )