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Fan Fiction : "Il Diario di Asia" (spoiler)

Autore : Lady Violet


PICCOLA PREFAZIONE


Quella mattina il cielo era cupo e grigio. Le nuvole, disegnando percorsi incrociati, invadevano le cime più alte della nostra “città-fortezza”. Amavo ammirare come il cielo si sposasse con la terra.
Di tanto in tanto anche i vampiri sognano.
Volterra non era certo il paese dell’incanto e della meraviglia, ma la Natura era stata generosa.
Il paesaggio, seppur malinconico e a tratti nostalgico, gelava il sangue. Sangue permettendo.
Tutto agiva istintivamente di scatto. Quasi come se i gesti pendessero dall’alto.
Gli umani talvolta sono così… legnosi.
Una calda folata di vento s’intrecciò dolcemente fra i miei capelli, arrivando poi da una dolce bambina che perse il suo cappellino di paglia rosa. Nonostante si trattasse della stessa scia le conseguenze furono diverse.
Forse è così per tutto ciò che amiamo definire “passeggero”; in realtà si tratta di sogni perduti, speranze soffocate. E soprattutto della nostra debolezza e delle nostre sconfitte. Tutto ciò che non riusciamo a trattenere e che di colpo ci distrugge.
C’è un solo rimedio a tutto questo, che una retorica tanto efficace quanto noiosa ci spinge spesso ad ignorare: il tempo.
Mi sento scioccamente umana in questi momenti. Quando mi perdo in queste riflessioni,
dimenticandomi che per un vampiro non esiste il tempo. Ma solo giorni infiniti.
I ricordi sorprendentemente ritornano.
E quando capii che Lui era qui, tutto tornò al proprio posto. E così anche il mio dolore.

- Capitolo UNO -



Essere vampiri non è cosa da poco. Denti aguzzi, sete di sangue, immortalità, sono solo una parte di quelle caratteristiche che ti alienano completamente dal resto del mondo. Per questo motivo è necessario crearsi un luogo comune, una falsa identità.
Tutti mi conoscono come Asia, ma nessuno sa chi sono davvero.
La mia vita è preziosa e custodita in una bolla di cristallo.
Mio padre ha sempre impedito contatti esterni, nonostante la diversità e la molteplicità della mia stessa natura. La notte è il solo momento in cui posso liberarmi da questa maschera.
Non è il massimo essere disprezzata dai vampiri stessi.
Alec lo sa bene. Più di una volta ha rischiato di mettere a repentaglio la vita di un “non morto” per me.
Non è affatto semplice per mio padre proteggere me e il suo segreto.
Appartenere al clan dei Volturi mi responsabilizza; a tal punto da capire che spesso una falsa identità non basta.
Non sono un essere umano, e neppure un vampiro.
Ma sono figlia di Aro ,e questo mi basta.
I miei sono davvero giorni infiniti. Non ho una vera vita, e a differenza di altri non ne ho mai avuta una.
Le mie giornate sono concentrate nell’ala più alta della fortezza. Una torre che mi solleva dalla terra, e m’ingloba in una circolarità noiosa, a tratti spaventosa. Aspettando l’alba di un nuovo giorno, perché la Luna piena non mi giova.
Sono unica nella mia specie. Mio padre me l’ha imposto sempre come motivo di vanto, ma ben presto ho capito quanto soffrisse.
Non sono la figlia degna per Aro; il suo affetto non basta. Il dolore è di gran lunga superiore.
Sono l’ultima goccia del suo passato che ancora bagna il presente. La verità segreta. La verità struggente. Motivo di vergogna per una razza pura come il suo clan.
Alec,il mio più fedele guardiano, è un fratello per me. L’unico che guardandomi negli occhi mi trasmette calore e comprensione.
Aro mi affidò completamente nelle sue mani dalla mia nascita, ed Alec mai mi lascio e disdegnò.
Se non mi sento sola ora, lo devo solo a lui. Il mio “celA”.
In alcuni casi la prudenza non è mai troppa. E il mio è uno di quei casi. Anche il mio nome era ed è un segreto di famiglia.
Mia madre, a suo tempo, scelse per me il nome più emblematico ed ermetico che conosca: Aysa.
Da cui poi è nato Asia, che nonostante non sia il mio vero nome, amo con tutte me stessa, perchè ancora una volta conferma la mia doppia natura.
Le origini della scelta di mia madre mi son tenute ancora nascoste. Segno dell’ impossibilità d’abbracciare il mio passato, il mio presente, e il mio futuro.
Non so molto di Lei. La fronte corrugata e gli occhi lucidi di mio padre, hanno sempre glissato le mie domande.
"Semplice, dolce e profonda come te, mia cara Asia".
E quando chiedevo quale forma seguissero i suoi capelli o il colore dei suoi occhi, mio padre rispondeva :
"Ẻ l’unica che IO abbia mai amato. Non vi sono parole per descrivere la luce che emanava." 
Mio padre l’ha amata davvero. Più di una volta ho immaginato una famiglia tranquilla e felice.
Più di una volta ho proiettato la nostra vita in un contesto diverso, anche al di fuori dello stesso clan.
Ma ben presto capii che ciò che volevo non contava. Non c’era e non c’è spazio per la mia immaginazione.
" La realtà è di gran lunga migliore" mi ripete spesso Alec.
Forse la sua. Ma non di certo la mia.
Non conoscevo pace. Non con me stessa almeno.
E quando la notte gremita di stelle m’invitava al sonno, non esitavo
.
Asia, la figlia di Aro, anche in questo era diversa: dormiva.