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Fan Fiction : "Renesmee +Jacob, A Breaking Love Story" (spoiler)


Autore : Missing Sun


- Capitolo DUE BIS -


PAPA’ EDWARD


Ma ora la sento più chiaramente, la sua mente sta dialogando con la mia, il mio tesoro mi vuole tranquillizzare, il mio amore sta bene…
“Papà non ti preoccupare per me, sono solo iper-ventilata per l’intensità dell’emozione e so già che starai pensando di ucciderlo… ma ricordati che quello che tu definisci BASTARDO DI UN CANE, è tutta la mia vita, da più di nove anni ormai, da ancor prima della mia nascita, forse già dall’isola di Esme.

Quel BASTARDO DI UN CANE è l’altra metà della mia anima, il mio Sole, il mio tutto, il mio Universo, il mio amore, il mio cuore, la mia essenza, la mia linfa vitale, la mia passione.
E’ il mio Heathacliff, il mio Romeo, il mio Mr Darcy , il mio Lord Rochester, il mio futuro marito… sempre che riesca a convincerti di non ucciderlo prima…”
.

Che donna d’acciaio la mia piccola grande Nessie, si preoccupa che io possa essere turbato dalle la sue forti emozioni!

“Edward tutto a posto, vero?”, mi chiese Jazz camminando verso di me dall’entrata della sala, “sembri tranquillo adesso. Sono ore che cerco di calmare il tuo animo agitato. Per un momento pensavo di non riuscire ad impedirti di uccidere il tuo futuro genero.”

“Tutto ok Jazz”, gli risposi sospirando, “Ho appena ascoltato un messaggio molto tranquillizzante da parte della mente di Nessie. Ora posso dire veramente di essere calmo. Può anche sposare il suo adorato cane e portarselo al guinzaglio per l’eternità se proprio vuole…Ora so che sarà felice… che solo lui la potrà rendere felice… Lui è per Nessie quello che Bella è per me. Ma lei è stata più fortunata di me… il suo Sole lo ha incontrato ancor prima di nascere… Io ho vissuto più di 100 anni prima di incontrare il Sole della mia vita…”

Mi voltai verso le scale e la vidi: una folgorazione.
La sua bellezza sconvolgente risplendeva, abbagliava e illuminava la lunga scalinata.

Il suo sorriso irradiava di felicità i suoi preziosissimi occhi di topazio scuro.

Scese lentamente attraverso gli addobbi di rose bianche e orchidee tailandesi...fiore tra i fiori.

Arrivò ad un passo da me e mi accolse nel può tenero degli abbracci dicendomi “Papà smettila di preoccuparti per me! Non sono più una bambina, ma sarò per sempre la tua piccolina… Non ti libererai mai di me perché ti voglio troppo bene e non riuscirò a starti lontano mai e poi mai”.

“Figliola”, le risposi, “Ora capisco, forse sarà tardi e non conta più nulla, ma ti do la mia benedizione”.

“Papà, ti ringrazio infinitamente per la tua comprensione e per il tuo amore e, sapendo quanto significhi per te, accetto la tua benedizione da perfetto gentleman dei primi del 900”.
“Paparino, paparino quando sei così antico e formale ti adoro, e mi ricordi che, nonostante il tuo aspetto e il tuo abbigliamento da ragazzo ventenne, sei ormai un anziano uomo di 116 anni che a stento riuscirà ad accompagnarmi all’altare dal mio futuro maritino”.

“Renesmee Carlie Masen Cullen”, le risposi facendole l’occhiolino, “l’anziano gentlemen che è in me si augura che questa sia la tua ultima battutaccia sulla mia veneranda età e che ,da donna sposata, tu possa adottare finalmente un atteggiamento più consono ad una signora e più rispettoso nei confronti dei tuoi genitori”.

“Ma certo”, mi rispose ricambiando l’occhiolino, “ purché tu per l’inizio dell’università mi regali quel nuovo gioiellino della Maserati, il modello cabrio color nero, come quello che zio Emmett ha promesso a zia Rose per Natale. E per la cronaca, già lo so che mi dirai di sì, come sempre, perché zia Alice mi ha già visto alla guida della Maserati nera e la nanerottola non sbaglia mai.”

“Papino caro”, disse, “pensa a come rosicheranno le mie compagne di università quando verrai a prendermi all’uscita delle lezioni con la mia nuova Maserati cabrio”.

“ROSICHERANNO”, risposi, “non è un termine un po’ volgare? Non potresti esprimere lo stesso concetto utilizzando “MI INVIDIERANNO”, darebbe comunque l’idea e sarebbe ovviamente più appropriato. Lo sai che non amo che ti esprima in termini così …”

“Moderni”, mi bloccò, “Dolcissimo e antichissimo paparino mio, “INVIDIERANNO” non rende il concetto della loro bava colante quando mi vedranno sulla più “fikissima” macchina della città, in compagnia dei due più begli “gnocchi” di tutto lo stato, mio marito e mio fratello quasi gemello! E soprattutto mi chiedo come farai a tenere lontane le mie compagne “bavose” del tuo fisico da schianto?”

“Figliola, le risposi con un espressione che doveva essere seria, ma che probabilmente lasciava trapelare un velo di sorriso, “se continui ad esprimerti come una scaricatrice di porto… usando termini come “gnocco”, “fikissimo” e “bavose”, temo che verrai cacciata dall’università al tuo primo giorno, e così, ormai il sorriso era diventato una risata corposa, ti perderai la furia di tua madre che fulminerà con uno sguardo qualsiasi “bavosa” osasse guardarmi, una furia talmente potente da rischiare di surriscaldare l’intero stato di Washington e trasformarlo in un paradiso tropicale da far concorrenza alle Hawaii”.

“Papà, esordì ridendo a crepapelle, “tu così mi farai morire rendendo vedovo Jacob ancor prima del matrimonio e soprattutto mi farai colare il trucco. Allora vedrai scatenarsi l’uragano Alice supernanerottola vampira e saranno davvero guai seri per te. Io, fossi in te, mi rifugerei dai Volturi, sicuramente meno letali della zietta inc… ehm arrabbiata.”


- Capitolo TRE -


MAMMA BELLA

Renesmee: un regalo inaspettato, apparsa all’improvviso nella mia vita, quando, nell’isola di Esme, mi ero accorta di aspettarla e non avevo avuto altra scelta che non fosse amarla in modo incondizionato, inalienabile, e indissolubile.

Niente e nessuno avrebbe mai potuto staccarmi da lei: né il mio amatissimo Edward, né la mia famiglia acquisita di vampiri, né i miei genitori naturali, né il clan regnante dei Volturi.

Conosco ogni suo desiderio, ogni suo pensiero, ogni sua passione, ogni sua emozione sin da quando, piccolissima, attraverso il magico tocco delle sue mani, iniziò ad esternare il suo mondo interiore, proiettando immagini caleidoscopiche nella mia mente.

Avrei rinunciato a diventare la compagna immortale del mio Edward per lei, avrei rinunciato alla mia esistenza da vampira e avrei venduto la mia anima per lei …  ero morta per lei…

Può un cuore che non batte più da oltre nove anni emozionarsi producendo un miliardo di lacrime?

Questa domanda retorica mi frulla in testa da quando, qualche ora fa, mia cognata Alice mi ha finalmente permesso di entrare nella sua stanza e vedere Renesmee nel suo abito da sposa e per me è stata l’emozione più grande di tutta la mia esistenza.

In quel preciso istante, per la prima volta, dopo più di nove anni dalla mia nascita come vampira, provo un rimpianto riguardo la mia precedente vita umana, il rimpianto delle lacrime di gioia.

Da vampira avevo trovato la mia precisa collocazione nel mondo e avevo provato ed amplificato ogni tipo di soddisfazione, godimento fisico, mentale e ogni genere di appagamento sensuale, ma la felicità che provavo nel vedere mia figlia coronare il suo sogno d’amore non aveva paragoni o confronti. Come avrei voluto poter festeggiare questa gioia con un miliardo di lacrime che calde e salate scorressero copiose sul mio viso!

Devo accontentarmi di guardarla felice ed appagata e, come una qualsiasi mamma del mondo, sono orgogliosa di aver generato una creatura così bella, così solare e così speciale.

So che va incontro ad un destino felice, accanto ad un essere, Jacob, che ha fatto della venerazione di mia figlia l’unico scopo della sua vita, sin dalla nascita di Renesmee, appena scoccato il magico incontro di anime e cuori che il mondo licantropo, di cui Jacob fa parte, definisce “imprinting”.

L’”imprinting” di Jacob e Renesmee, più potente di mille colpi di fulmine, ha tracciato le linee della loro esistenza nel corso degli ultimi nove anni, portandoli inevitabilmente ad accelerare ed enfatizzare  il loro rapporto d’amore e indirizzandoli verso l’inevitabile matrimonio.

Il matrimonio era stato un’idea di Renesmee che,  come sempre, era riuscita a manipolare il suo amore obbligandolo ad accettare la sua proposta di matrimonio nel giro di poco secondi.

Quando mia figlia voleva qualcosa la pretendeva e riusciva sempre ad ottenerla… E lei voleva Jacob.

Lo voleva come compagno, come amico e confidente, ma soprattutto lo voleva come amante.

Lo voleva da oltre due anni, ossia da quando, aggredita dal suo abituale fiume di parole, le avevo dovuto raccontare la carnalità dell’amore.

“Mamma”, aveva esordito, “mi devi assolutamente spiegare come funziona l’amore fisico tra un uomo e una donna, e non ti azzardare con quella storia insulsa del polline perché ci ha già provato papà. Tre laure, dico tre lauree in medicina e non è in grado di rispondere ad una semplice domanda della figlia, è capace solo di dire "NO COMMENT, chiedi alla mamma". Legge nella mia mente, ma non ha ancora capito che so da tempo come nascono i bambini, abbiamo la più grande biblioteca di tutto lo stato e vedo gli animali accoppiarsi quando andiamo a caccia. Come so benissimo cosa fate quando la notte, credendo che io dorma, vi chiudete in camera, e non siete certo silenziosissimi… Ma io voglio sapere cosa si prova esattamente nel fare l’amore, cosa mi devo aspettare di provare quando farò l’amore con Jacob. E non guardarmi con quegli occhi… non ho detto che sarà domani o dopodomani, ma accadrà ed io devo sapere, devo conoscere cosa si prova, lo sai che odio lasciarmi cogliere impreparata.

Sono sempre preparata in tutto, alla mia età ho già superato gli esami di ammissione delle maggiori università americane senza frequentare un solo giorno di scuola, ma semplicemente studiando a casa insieme a te, a papà e agli zii. Lo so che avete deciso che andrò all’università solo tra due anni e che frequenterò il terzo e quarto anno della  Spencer High School, ma di fatto sono già mentalmente e fisicamente adulta, non sono più una bambina. Amo Jacob da sempre e lo sai che prima o poi lo sposerò e farò l’amore con lui… non costringermi a chiedere a lui quello che tu sei perfettamente in grado di raccontarmi”.

Sarebbe sicuramente andata da Jacob a porre le stesse domande che aveva indirizzato a me. Ne ero certa e questa certezza mi costrinse a spiegarle a parole quello che per me era l’amore, nascondendole i particolari più intimi ovviamente, ma facendole capire la profondità delle emozioni e delle sensazioni, narrandole i colori e i profumi, le gioie e le sorprese dell’affinità fisica e mentale di due esseri.

Due anni da allora erano volati, aveva mantenuto la sua promessa… aveva aspettato, complice anche l’interferenza e la supervisione mentale del padre che da perfetto uomo all’antica non avrebbe permesso a sua figlia di vivere l’amore fisico prima del matrimonio, ma ora era pronta a diventare una donna, la donna di Jacob.

Stamattina era il giorno del suo matrimonio, ma stanotte sarebbe stata la notte del suo matrimonio…

La sua prima notte d’amore, durante la quale Jacob l’avrebbe resa completamente e inevitabilmente donna…