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Fan Fiction : "Renesmee e..." - capitolo QUATTRO - E-mail
News - Fan Fiction
Written by Spirin   
Saturday, 07 March 2009 11:54

Fan Fiction : Renesmèe e il mistero di Peterville (spoiler)


Autore : Deni


- Capitolo QUATTRO-



Sosta a Fairbanks

Neve, neve e poi neve. Questo è l'Alaska. Un cumulo di neve e ghiaccio. Eppure dovrei essere abituata ormai al freddo e al bagnato. Forks  ne era la patria, ma come tutti i posti in cui ci trasferivamo, del resto. Pioggia, neve, nuvole. Ecco con cosa si nascondevano i vampiri.
Le giornate luminose erano per me limitate a due o tre volte all'anno. Il sole non dava fastidio ai vampiri e non era pericoloso per loro, ma quando i suoi raggi accarezzavano la loro pelle, era come porre la luce su un diamante. Quante volte ero rimasta affascinata nel guardare i miei genitori brillare al sole?
Era impossibile descriverli. La loro luce era quasi accecante ed emanava colori armoniosi in tutte le direzioni.
Io non risplendevo al sole come l'oro. La mia pelle al sole diventava più radiosa più luminosa, ma non accecante. Quando c'erano le belle giornate la mia famiglia doveva chiudersi in casa, era severamente vietato per un vampiro esporsi alla luce del sole davanti ad un umano. Ecco perché cercavamo i posti con precipitazioni metereologiche frequenti. Ecco perché l'Alaska.

Arrivammo a Fairbanks, dove vivevano i nostri amici: Tanya, Kate, Carmen ed Eleazar.
Morivano tutti dalla voglia di vedermi. Soprattutto Carmen che si era affezionata a me da quando le feci vedere i pensieri dei miei primi ricordi.
Erano ormai amici della nostra famiglia da secoli. Si erano perfino schierati contro i Volturi per noi. Nonostante il loro profondo rispetto per le regole e la perdita della loro sorella Irina, colei che, per rancore della mia famiglia e per un fraintendimento, mi denunciò ai vampiri italiani.
Erano passati ormai anni dalla sua perdita. E nonostante questa perdita, la famiglia del Denali non ci raveva mai riservato rancore.

Non eravamo ancora arrivati alla soglia, che Tanya, la bellissima vampira dai capelli biondo rossicci, ci venne subito incontro. Seguita a sua ruota da Kate, sua sorella.
"Nessie, tesoro che bello vederti!!! Ti trovo splendida come sempre!" Esclamò, mentre stritolava il mio corpo facendomi mancare quasi il respiro. Kate fece lo stesso. Se il non fossi stata resistente come il marmo,allo stesso modo dei vampiri, di sicuro sarebbe stata, per me,  una fine dolorosa.
"Zia Tanya, Zia Kate. Sono contenta di rivedervi". Cercai di assumere un tono rilassato.
Intanto il clacson suonato alle nostre spalle ci fece sussultare. I nonni, zia Alice e Zio Jazz ci raggiunsero. Seguiti poco dopo dalla BMW rosa di Zia Roseche giungeva insieme al suo Emmett.
Tanya ci invitò ad entrare in casa, dove trovammo Carmen ed Eleazar.
"Sei sempre una bellissima muchacha, siempre, anzi, mas hermosa!" Mi salutò Carmen con il suo adorabile glossario spagnolo. Non feci altro che metterle una mano sul viso e farle vedere quanto mi era mancata e che ero contenta di rivederla. "E como siempre, extraordinaria, Nessie" aggiunse.
"Famiglia Cullen, benvenuti!" Eleazar ci accolse con un sorriso " siamo felici di ospitare il tuo clan Carlisle, avevamo bisogno di un po' di compagnia!".
"Grazie a voi amici cari! Nonostante tutti i guai e le pene che vi abbiamo fatto passare, siete sempre al nostro fianco. Vorrei ancora ringraziarvi da parte mia e della famiglia per il vostro aiuto con i Volturi alcuni anni fa. E anche per il vostro aiuto adesso."
Poi aggiunse.
"Come ben sapete abbiamo dovuto traslocare d'urgenza da Forks, la nostra Alice ha previsto un arrivo dei Volturi che avrebbe scatenato non solo la fine della mia famiglia, ma anche un violentissima guerra contro i licantropi-mutaforme.
Da anni il nostro andare e venire da Forks ha moltiplicato il branco; da venti sono aumentati a quaranta.
La situazione è diventata indomabile. Poi molti lupi non concepivano l'idea di essere nostri amici, e anche il nostro Jacob non riusciva più a controllare bene il branco e...2
Sentire pronunciare quel nome, da parte di mio nonno, mi procurò un dolore immenso.
Faceva male ripensare a tutto: Forks, Jacob, il branco i Volturi...
Era il mio destino. Da quando fui concepita riuscivo a recare alla mia mia famiglia solo guai.
Bella era stata sul punto di morire, i Volturi e adesso perfino il branco.
Ero un disastro. Un completo disastro. Sarebbe stato meglio per tutti che non fossi mai nata!

Sentii la mano gelida di mio padre posarsi sulla mia spalla. "Non pensarlo neanche per scherzo!" Mi sussurrò all'orecchio senza che nessuno potesse sentire. Feci un sospiro cercando in tutti modi di rilassarmi. "
...l'arrivo dei Volturi", proseguì Carlisle " avrebbe di certo aumentato il numero dei membri del branco, e la situazione sarebbe precipitata." Concluse mio nonno.
Carmen si avvicinò a me "Povera piccola sarai spaventata. Mi disspiace tanto!" Mi abbracciò dolcemente accarezzandomi i capelli.
"Ma dov'è Jacob adesso? Non è venuto con voi?" chiese Tanya. A quella domanda ebbi un sussulto e feci un grande errore, lasciai che il pensiero tornasse al giorno in cui diedi l'addio a Jacob. Il dolore straziante e la sofferenza di quegli ultimi giorni mi travolsero.
La ferita era così fresca che non riuscii a controllare il mio potere e trasmisi tutta la potenza della mia disperazione alla povera vampira che mi teneva fra le braccia. Si scostò immediatamente e mi guardò, turbata, negli occhi.
"N-no..non è venuto... con noi. L'avremmo esposto solo in gravi pericoli ed il suo branco aveva bisogno di lui..." Rispose mio padre mentre fissava la scena preoccupato.
Carmen che aveva visto ormai tutto, sorprendendomi, cercò di cambiare subito argomento. "Beh sentite che ne dite di accomodarvi tutti dentro prima che vi porti nella vostra nuova casa, a Peterville?". Detto ciò ci accomodammo in casa. 
Guardai grata verso Carmen "Grazie...scusa non volevo trasmetterti la mia sofferenza ma sentire...", mi interruppe all'istante.
"Non ti preoccupare mi corazón. Yo siento mui dolor por ti. Immagino che sia durissimo. Sei una muchacha coraggiosa. Hai proprio ereditato dai tuoi genitori la tua infinita generositài. Non è da tutti compiere un gesto simile. Ho sempre saputo che sei una creatura splendida ed unica. Non hai idea di quanto mi angosci la tua sofferienza e cedo che questo sia valido anche per la tua famiglia...
Ma tesoro devi essere forte! Vedrai che riusciremo a fermare i Volturi un giorno e tu potrai riabbracciare di nuovo il tuo Jacob!." Disse fiduciosa, "Lo spero con tutto il cuore." Aggiunsi sofferente.
Il mio sguardo si perse luungo l'orizzonte. Neve, nuvole, ghiaccio. L'Alaska. Sperai ardentemente che tutto questo sarebbe servito a qualcosa.


La nostra destinazione era Peterville, piccola cittadina con meno di 10.000 abitanti. Come tutte le città dell'Alaska, non era una città soleggiata anzi nelle stagioni invernali era costantemente battuta dalla neve . Era immersa nella foresta che si estendeva in quello che era il meraviglioso parco del Denali. Perfetto per una famiglia di vampiri, perfetto per noi.
Purtroppo non potevamo abitare con la famiglia di Tanya. Eravamo in troppi. Noi eravamo in nove e loro in quattro. Un compagnia di tredici vampiri si sarebbe fatta notare subito. Così optammo per una cittadina vicino alla loro.
Carlisle aveva già richiesto lavoro all'ospedale di Fairbanks, zia Rose, Emmett e Jasper avrebbero frequentato l'università dell'Alaska Southeast e io, Bella, Edward e zia Alice la scuola superiore di Peterville.
Sarebbe incominciato tutto da capo. La scuola, la città gli sguardi della gente curiosa. 
Distolsi la mente da quel pensiero, prima di dopodomani non avrei dovuto affrontarlo.
Avevo imparato una nuova lezione adesso: vivere alla giornata.
Nessun passato e nessun futuro mi avrebbero più ferita.

Last Updated ( Sunday, 08 March 2009 15:48 )