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Fan Fiction : "Sunshine" (spoiler)

Autore : Solsiari

- PREFAZIONE -


 

Mi guardai intorno e sbattei gli occhi, come se questo semplice gesto umano  potesse aiutarmi a dare un senso a tutto quello che stava accadendo. Come se potesse essere sufficiente questo piccolo movimento a schiarirmi le idee.

Sei paia di occhi erano fissi su di me, ognuno con un'emozione diversa che vi si poteva  leggere attraverso.
Jacob, con il suo profondo sguardo scuro, mi osservava come se mi vedesse per la prima volta, Renesmee' gli stava in braccio, con le braccia strette intorno al collo e mi rivolgeva un'espressione senza tempo con i suoi luminosissimi occhi cioccolato, come se trovasse giusto quello che stava accandendo, come se lo avesse già visto precedentemente, ed in effetti era proprio così.
Alice e Jasper stavano seduti sul bordo del divano, con il busto proteso in avanti, come se fossero pronti a scappare da un momento all'altro, ma io sapevo che non l'avrebbero mai fatto non ce n'era motivo, non c'era tempo per fuggire né ragione.

Alice mi fissava, ma sapevo benissimo, io, come tutti gli altri occupanti della sala, che non stava realmente guardando me; Alice stava scandagliando il futuro in cerca di anche una seppur minima increspatura che potesse rivelarle il destino della sorella, un soffio di vento che potesse illuminarci sul da farsi, ma il suo silenzio, iniziava a preoccupare tutti, anche se Jasper seduto accanto a lei rivolgeva la vista prima a me e poi agli altri, nel tentativo di regalare un briciolo del suo dono, di darci quella calma e quella serenità di cui avevamo bisogno per affrontare un momento delicato  come questo.
Non sembrava comunque che questo suo tentativo avesse avuto fortuna.

Emmett iniziava a preoccuparmi, se non avessi avuto la certezza che al dilà della stazza imponente si nascondeva un cuore d'oro e che sarebbe stato incapace di fare del male ad una persona che considerava parte della sua famiglia, avrei giurato che la mia testa sarebbe potuta essere staccata dalla sua normale sede in meno di un secondo, vista la ferocia che trapelava dai suoi occhi d'onice.
Infine quando incrociai lo sguardo con Edward vidi solo amore nei suoi occhi verdi.

Non riuscivo ad abituarmi all'idea che lui fosse così diverso, e,  forse inconsciamente, flettei il mio scudo per potergli trasmettere i miei pensieri senza farci udire dai nostri compagni, senza ricordarmi che al momento, Edward era umano quanto me pochi mesi prima, e che il suo potere telepatico era sparito insieme a quella calda colorazione miele dei suoi occhi  che tanto amavo.

Mi costrinsi a parlare "Non so se Carlisle può farcela da solo, forse è il caso che vada a dargli una mano, dovresti venire anche tu, con me te l'eri cavata benissimo....o quasi. Te la senti?"
Fù incredibile il modo in cui mi accorsi delle picole pieghe d'espressone che gli si disegnarono sul volto. Fino a pochi mesi prima il suo volto era pallido e levigato, marmoreo come il mio. Ora lo vedevo come lui aveva visto me: con tutte le piccole imperfezioni che rendono unico un volto umano e facilmente leggibile. Ancor prima che aprisse bocca, come se ci fosse stato uno scambio mentale che sapevamo entrambi essere impossibile al momento, sapevo già cosa mi avrebbe risposto " Non credo che questa volta potrei reggere, Bella"

Gli sorrisi "Hai ragione....bhè credo che non ci siano altri volontari, andrò io"

Così girai le spalle alla mia platea e mi incamminai su per le scale....sentendo il peso dei loro sguardi sulla mia schiena. Cercai di muovermi il più velocemente possibile per liberarmi presto da quel peso e non fù difficile come lo sarebbe stato fino a d un 'anno prima. Le mie gambe non mi tradirono e non inciampai, sparii svelta dalla loro vista e mi trovai ad affrontare una prova ancora peggiore della precedente.

L'odore del sangue fresco mi riempì la bocca e la gola, il veleno iniziò a riempirmi il corpo e sentivo il suo sapore dolciastro mentre tentavo di deglutire  per non rimanerne soffocata.
Non era il momento di lasciarsi andare a certe debolezze, dovevo scatenare tutto il mio potere , impormi un'autocontrollo incrollabile.

Due vite erano in gioco.

E io non sarei stata tanto fragile da potermi permettere di essere la causa della fine anche solo di una di esse per colpa della mia debolezza.